Se devi registrare un bambino o aggiornare il tuo stato civile al Consolato italiano di Londra o Manchester, probabilmente sai già che hai bisogno di consegnare una traduzione. Tuttavia, in molti si chiedono se devono far legalizzare questa traduzione prima di consegnarla. È necessario oppure no?
La risposta è dipende.
In altre parole, dipende dall’origine del documento che devi consegnare, ma allo stesso tempo dipende anche da dove decidi di fare la traduzione (almeno in base alla mia esperienza). Ad esempio, infatti, il Consolato italiano accetta pratiche di richiesta di cittadinanza da parte di cittadini di qualsiasi paese che vivono in Inghilterra, e accetta quindi anche diversi documenti.
Qui sotto ti spiegherò come funzionano le traduzioni e le legalizzazioni delle traduzioni per il Consolato italiano. Alla fine dell’articolo troverai anche uno schema semplificato.
Se vuoi sapere cos’è un’apostilla e cosa significa legalizzazione, leggi questo articolo.
Certificati e documenti originali britannici
Non so esattamente da dove viene questo dubbio, anche perché il Consolato non menziona questo requisito tra i vari punti elencati per ogni pratica. Capisco, però, che viene richiesta la legalizzazione con apostilla di vari documenti originali, tra cui certificati di nascita e matrimonio, certificati ACRO e altri. Quindi, forse, una persona che non conosce il settore fa un collegamento diretto e arriva a questa conclusione: “Se mi hanno chiesto la legalizzazione per il documento originale, forse devo farla anche per la traduzione”. Non è proprio così.
Per pratiche consolari dove devi consegnare certificati o documenti britannici, non è necessario legalizzare la traduzione. È sufficiente consegnare una traduzione certificata da un traduttore professionista certificato e quindi non devi preoccuparti della legalizzazione (o apostilla). Questo significa che puoi tranquillamente risparmiare i soldi di un solicitor o Notary Public che si occupano di autenticare la firma del traduttore, e quelli dell’apostilla.
Puoi stare tranquillo che il Consolato italiano accetterà la traduzione certificata senza problemi. Tuttavia, ricordati di far legalizzare il documento originale perché non lo accetteranno senza apostilla.
Documenti non britannici
Qui è dove la faccenda diventa più complicata. Ma non troppo.
Il sito del Consolato dice che la traduzione di qualunque documento non britannico deve essere legalizzata. Ad esempio, se stai facendo richiesta di cittadinanza e sei nato in Brasile, Venezuela o Pakistan, questa regola si applica su quel certificato di nascita in particolare. Al contrario, se hai anche un certificato britannico ACRO, un’altro requisito per la cittadinanza, questa traduzione non deve essere legalizzata.
Tuttavia, in base alla mia esperenza, il Consolato ha posto questa regola perché ipotizza che la traduzione venga fatta nel paese di emissione del documento. Certamente, se questo è il caso, la traduzione deve essere legalizzata perché deve essere consegnata in un paese straniero, l’Italia.
Io ho tradotto molti documenti non britannici per il Consolato, da paesi come Filippine, Venezuela, Argentina e Pakistan. Successivamente, ho certificato la traduzione che il cliente ha poi consegnato al Consolato. Né io né loro abbiamo mai avuto problemi. Tutte le pratiche sono sempre andate a buon fine. Tuttavia, se vuoi, puoi far legalizzare questa traduzione.
Traduzioni per l’Italia
Vorrei aggiungere una piccola sezione per le traduzioni che invece devono andare direttamente in Italia, in particolare al Comune oppure ad un notaio o avvocato. In questo caso, di norma la traduzione deve essere legalizzata. Il Consolato italiano è un ente particolare che si trova in Regno Unito e può accettare traduzioni certificate di documenti britannici; al contrario, in Italia non sempre è accettata. Ti conviene chiedere prima a chi devi consegnarla.
Se ti è stata chiesta la legalizzazione della traduzione da parte del Consolato italiano, leggi questo articolo intitolato Perché il Consolato italiano non legalizza traduzioni.
Conclusione
Per riassumere, se devi consegnare un certificato britannico tradotto, non devi preoccuparti della legalizzazione. Se invece il certificato in questione non è britannico, devi prima pensare a dove hai fatto fare la traduzione, o dove vuoi far tradurre il documento, e poi puoi valutare se ti serve l’apostilla oppure no. L’alternativa è chiedere al Consolato ma è molto probabile che non rispondano a questo tipo di domande…frustrante, lo so!
Come promesso, qui sotto ti lascio uno schema riassuntivo per le traduzioni da consegnare al Consolato italiano di Londra e Manchester.
Spero che questo articolo abbia chiarito ogni tuo dubbio riguardo alla legalizzazione delle traduzioni per il Consolato ma se hai ancora domande, oppure hai bisogno di tradurre un documento, contattami tramite il modulo o scrivimi a info@katiuskaparra.com. Sarò felice di aiutarti!


Mi chiamo Katiuska e sono una traduttrice certificata, consulente, scrittrice e blogger. Lavoro con le lingue italiano, inglese e spagnolo e sono specializzata in traduzioni certificate e ufficiali. Sono socia del CIOL e dell’ITI, e sono iscritta alla lista dei traduttori noti al Consolato italiano di Londra e Manchester. Ho conseguito una laurea triennale in Lingue e Culture del Mondo Moderno, un Master’s Degree in Traduzione Audiovisiva e un Diploma in traduzione giuridica e medica. Ho oltre 5 anni di esperienza come assistente legale di un notaio a Londra e conosco molto bene le procedure di accettazione di traduzioni ufficiali e certificate all’estero. Puoi seguirmi su Facebook e Instagram.







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