So per certo che moltissime persone ricevono email e indicazioni da parte di avvocati, notai, banche e altri, dove gli dicono di far tradurre e legalizzare le traduzioni presso il Consolato.
Nonostante questo possa essere vero per alcuni Consolati italiani nel mondo, questo non è assolutamente il caso dei Consolati in Inghilterra (Londra e Manchester). In molti si chiedono perché visto che “in Italia mi hanno questo questo”.
Spesso il motivo per cui chiedono traduzioni legalizzate dal Consolato è che in passato anche i Consolati in Inghilterra offrivano questo servizio. Ormai sono passati più di 15 anni da quando non viene più offerto ed è anche scritto sul loro sito web. Non so perché in molti in Italia ancora siano convinti che il Consolato faccia e legalizzi traduzioni.
Ci sono infatti vari motivi riguardo il perché il Consolato non fa traduzioni e soprattutto perché non le legalizza. Vediamole insieme.
Mole di lavoro
Il motivo principale è che il Consolato di Londra ha veramente TROPPO lavoro. Noi italiani siamo tantissimi in tutto il Regno Unito, e ci sono pochi Consolati. Basta pensare che quello di Manchester è stato riaperto solo l’anno scorso come supporto a quello di Londra. Tuttavia, Manchester non svolge tutte le procedure; per alcune, raccoglie solo i documenti necessari che poi invierà a Londra. Ecco perché nell’ultimo periodo alcuni funzionari o avvocati si sono resi disponibili per andare circa una volta al mese in alcune città, come Leicester, per raccogliere impronte e documentazione, almeno per il rinnovo passaporti.
Perché non ne aprono altri? Ottima domanda a cui non ho risposta. Quella più probabile è che non ci sono fondi e quindi non possono aprire nemmeno un dipartimento dedicato alla legalizzazione di traduzioni.
Il fatto che abbiano tanto lavoro è dimostrato anche dal fatto che non assistono cittadini stranieri. Infatti, se un inglese deve firmare una procura per l’Italia, deve farlo per forza con un Notary Public. Al contrario, un italiano ha due opzioni, farlo con un Notary Public oppure farlo con il Consolato. C’è anche da dire però che i tempi di attesa con il Consolato sono molto lunghi.
Poco personale
Un altro fattore importante è il personale, che si lega al troppo lavoro. Quindi il Consolato ha troppo lavoro e poco personale.
Le persone si lamentano già dei servizi del Consolato, delle tempistiche, del servizio clienti e chi più ne ha, più ne metta. Ti ricordo però che noi italiani in Regno Unito siamo più di 500.000 ed è molto difficile gestire un numero di persone così alto. In più, dopo la Brexit, tutti coloro che hanno discendenza italiana hanno ben pensato di richiedere la cittadinanza italiana per facilitare i loro spostamenti in Europa o per trasferirsi all’estero.
Inutile dire che gestire un Consolato italiano in Inghilterra è molto diverso dal gestirlo in Islanda dove ci sono sicuramente molti meno italiani.
Personale non qualificato
Il personale del Consolato inoltre, non è esperto in traduzione. Non c’è nemmeno il notaio lì. Ci sono dei funzionari che svolgono il ruolo ufficiale di assistere alla firma di un documento e poi certificare che la persona ha firmato davanti a lui.
Come potrebbe allora svolgere traduzioni? Anche il Consolato consiglia vivamente di affidarsi a un traduttore professionista, anche per evitare errori grossolani di traduzione. Fidati che he hanno visti tantissimi, anche da parte di chi parla le due lingue benissimo. Non siamo nati imparati e non sappiamo tutto. Ti consiglio di leggere il mio articolo: 6 reasons why you should hire a professional translator.
Legalizzare traduzioni implica sedersi a un tavolo, controllare la firma del traduttore, stampare la documentazione necessaria, firmare, timbrare, ecc…Ci vuole tempo, non si risolve in 5 minuti.
Per questi tre motivi qui sopra, il Consolato ha deciso di stilare una lista di professionisti che possono aiutare i cittadini italiani, tra cui i traduttori. Ti assicuro che prima di aggiungere qualcuno controllano i titoli di studio e le associazioni a cui siamo iscritti. Altrimenti inserirebbero delle informazioni false e che non sono di aiuto. Successivamente sarà necessario far autenticare la firma del traduttore e mettere l’apostilla.
Immagina se deve anche sedersi a tavolino per controllare le traduzioni fatte da una persona non specializzata nel settore. Le persone tendono spesso a voler fare traduzioni da soli e quindi il consolato si ritrova poi dover a correggere dettagli tradotti male o che non dovrebbero essere tradotti. Già, esistono anche quelle informazioni che non dovrebbero essere tradotte. Noi traduttori sappiamo già come approcciare un progetto di traduzione. Se il Consolato deve fare anche questo passaggio per mandare avanti la pratica, come possiamo aspettarci un servizio consolare più veloce?
C’è inoltre da considerare che enti come il Ministero dell’Istruzione poi richiede traduzioni legalizzate o giurate (Leggi qui chi è un traduttore giurato). Quindi alla fine il timbro del Consolato servirebbe a ben poco.
Spero che questo articolo ti abbia aiutato a capire perché il Consolato non svolge e non legalizza traduzioni. Le motivazioni sono quindi più organizzative ed economiche che altro.
Se hai bisogno di tradurre e/o legalizzare una traduzione, contattami o scrivimi a info@katiuskaparra.com, sarò felice di aiutarti e chiarire ogni tuo dubbio.

Mi chiamo Katiuska e sono una traduttrice certificata, consulente e blogger. Lavoro con le lingue italiano, inglese e spagnolo e sono specializzata in traduzioni certificate e ufficiali. Sono socia del CIOL e dell’ITI, e sono iscritta alla lista dei traduttori noti al Consolato italiano di Londra e Manchester. Ho conseguito una laurea triennale in Lingue e Culture del Mondo Moderno, un Master’s Degree in Traduzione Audiovisiva e un Diploma in traduzione giuridica e medica. Ho oltre 5 anni di esperienza come assistente legale di un notaio a Londra e conosco molto bene le procedure di accettazione di traduzioni ufficiali e certificate all’estero. Puoi seguirmi su Facebook e Instagram.







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