Se hai contattato dei traduttori per un preventivo, ti è sicuramente capitato che ti abbiano chiesto di inviare i documenti originali. Forse non ti senti sicuro ad inviarli, oppure non vuoi. Ma perché ti chiedono di vedere i documenti prima di dirti il costo?
Vediamolo insieme.
Preventivo
Qualche settimana fa ho pubblicato un altro post che si chiamava “Quanto costa una traduzione?” dove ho spiegato tutti gli elementi che un traduttore prende in considerazione quando prepara un preventivo. Il motivo principale del perché ti chiedono di vedere i documenti è che devono analizzare proprio tutti quegli elementi: specializzazione, linguaggio, complessità, lunghezza, impaginazione, e altro. Ogni documento richiede un tipo di attenzione diversa che porta sempre allo stesso risulutato: un’eccellente traduzione integrale dei documenti ricevuti.
Il traduttore deve poter analizzare in anticipo i documenti originali per capire anche quanto tempo impiegherà a fare la traduzione. Un documento potrebbe essere più o meno impegnativo dal punto di vista linguistico e dell’impaginazione, e di conseguenza potrebbe volerci più o meno tempo. La ricerca e la ricreazione dell’impaginazione sono di solito i passaaggi che richiedono più tempo.
Se per caso devi tradurre più documenti simili, ad esempio alcuni certificati di nascita, matrimonio, laurea, buste paga e simili, di solito è sufficiente inviarne uno solo. Questo è valido per i certificati britannici; quelli italiani potrebbero essere diversi perché in Italia non esiste un modello unico come in Regno Unito. Ogni comune potrebbe fornire un modello diverso. Per evitare incoprensioni, consiglio sempre di inviarli tutti.
Riservatezza
Posso certamente capire che molti documenti, soprattutto di natura legale, medica e finanziaria, contengano informazioni sensibili e potresti non sentirti sicuro ad inviarli ad uno sconosciuto. È perfettamente comprensibile. Tuttavia, un traduttore è un professionista che deve seguire un codice deontologico, è vincolato dai suoi termini di servizio e dalla non divulgazione dei dati sensibili che riceve.
Molti traduttori in Regno Unito scelgono anche di registrarsi con ICO, l’Information Commissioner’s Office, un ente pubblico che si occupa di tutelare informazioni e dati sensibili.
Puoi stare tranquillo che il traduttore non ha interesse a conoscere i tuoi dati personali ma ha bisogno di capire come è fatto il documento che deve tradurre. Se però non vuoi proprio condividerli così come sono, puoi oscurare i dati. L’importante è che il traduttore riesca a vedere tutto il testo e l’impaginazione.

Lavorando da molto tempo in uno studio notarile, ho imparato molto sulla gestione dei dati sensibile. Detto questo, però, ho scelto comunque di iscrivermi all’ICO per una mia tranquillità ma anche di quella dei miei clienti. Puoi verificare qui la mia iscrizione.
Rif. ZB076350
Conclusione
Il traduttore è un professionista che deve svolgere il suo lavoro al meglio delle sue capacità. È per questo che ti chiede di vedere i documenti da tradurre: per analizzare il testo, linguaggio e l’impaginazione, e capire quanto tempo impiegherà a consegnare il lavoro, nonché anche il costo. Non ha interesse a conoscere i dati sensibili sui documenti ed è vincolato dalla non divulgazione. In aggiunta, bisogna anche ricordare che se non vede i documenti prima di fare un preventivo, si tratta di una violazione del codice deontologico e dei termini di servizio.

Mi chiamo Katiuska e sono una traduttrice certificata, consulente e blogger. Lavoro con le lingue italiano, inglese e spagnolo e sono specializzata in traduzioni certificate e ufficiali. Sono socia del CIOL e dell’ITI, e sono iscritta alla lista dei traduttori noti al Consolato italiano di Londra e Manchester. Ho conseguito una laurea triennale in Lingue e Culture del Mondo Moderno, un Master’s Degree in Traduzione Audiovisiva e un Diploma in traduzione giuridica e medica. Ho oltre 5 anni di esperienza come assistente legale di un notaio a Londra e conosco molto bene le procedure di accettazione di traduzioni ufficiali e certificate all’estero. Puoi seguirmi su Facebook e Instagram.







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